Se il Vesuvio è il vulcano che tutti riconoscono, i Campi Flegrei sono il suo contrappunto meno conosciuto: una vasta area vulcanica a ovest di Napoli, fatta di crateri spenti, laghi, colline di tufo e coste dove i Romani costruivano porti, ville e terme. Il nome stesso, dal greco, significa «campi ardenti». Pozzuoli, il centro principale, si raggiunge con i treni che partono da Montesanto, a circa 350 metri dalla Casa di Paco: una gita in giornata da valutare con attenzione, con qualche cautela in più rispetto ad altre mete, perché questo è un territorio vivo.
Prima di partire: il bradisismo
I Campi Flegrei sono una caldera vulcanica attiva, interessata da un fenomeno chiamato bradisismo: un lento sollevamento e abbassamento del suolo, accompagnato da sciami sismici, a volte avvertiti dalla popolazione. L'area è monitorata costantemente dall'Osservatorio Vesuviano dell'INGV e da tempo si trova in una fase di attenzione stabilita dalla Protezione Civile. La sera del 31 luglio 2026 un terremoto di magnitudo 4.7, il più forte degli ultimi decenni, ha reso inagibili diversi edifici di Pozzuoli: alcune zone e alcuni siti possono essere chiusi o accessibili con limitazioni.
In pratica, prima di organizzare la gita, vi consigliamo di consultare gli avvisi ufficiali della Protezione Civile, del Comune di Pozzuoli e del Parco Archeologico dei Campi Flegrei: aperture dei siti, modalità di visita e trasporti possono cambiare anche con poco preavviso. La Solfatara di Pozzuoli, il celebre cratere con le fumarole, è chiusa al pubblico da anni e non è visitabile: diffidate di indicazioni che la propongono come tappa.
Pozzuoli: l'Anfiteatro Flavio
L'Anfiteatro Flavio è il terzo anfiteatro romano d'Italia per dimensioni, dopo il Colosseo e quello di Capua. Misura circa 149 per 116 metri e poteva accogliere decine di migliaia di spettatori. Ciò che lo rende speciale sono i sotterranei, tra i meglio conservati in Italia: corridoi e ambienti di servizio da cui, durante gli spettacoli, salivano nell'arena gabbie e scenografie. Camminarci dentro dà un'idea molto concreta della macchina dello spettacolo romano. Il sito fa parte del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, che propone anche un biglietto cumulativo per più luoghi del territorio: modalità e condizioni sono sul sito ufficiale.
Il Rione Terra e il Macellum
Il Rione Terra è il nucleo più antico di Pozzuoli, sul promontorio di tufo che domina il porto. Qui sorgeva il cuore dell'antica Puteoli, colonia romana dal 194 a.C. Il quartiere fu sgomberato nel marzo 1970, durante una crisi bradisismica, e da allora è stato oggetto di un lungo restauro. Sotto gli edifici corre un itinerario archeologico lungo l'antico decumano, tra botteghe e magazzini per il grano. Dopo il terremoto del 31 luglio 2026, però, il Rione Terra è chiuso al pubblico e alcuni edifici, tra cui il Duomo, sono stati dichiarati inagibili: la riapertura dipende dalle verifiche di sicurezza, e prima di andarci conviene controllare le comunicazioni del Comune di Pozzuoli.
Vicino al porto si trova il Macellum, oggi temporaneamente chiuso al pubblico ma ben visibile dall'esterno: è l'antico mercato della città, noto per tradizione come «Tempio di Serapide». Sulle sue colonne restano i fori lasciati dai molluschi marini quando il suolo era sprofondato sotto il livello del mare: una testimonianza visibile, quasi un righello di pietra, dei movimenti del bradisismo nei secoli.
Il Lago d'Averno
Poco oltre Pozzuoli, il Lago d'Averno occupa il cratere di un vulcano spento, formatosi alcune migliaia di anni fa. Per gli antichi era la porta dell'Oltretomba: nel sesto libro dell'Eneide Virgilio vi colloca la discesa di Enea agli Inferi, guidato dalla Sibilla cumana. Nel 37 a.C. Agrippa fece scavare canali che collegavano il mare al Lago Lucrino e all'Averno, creando il Portus Iulius, una grande base della flotta romana. Oggi il lago, con le rovine romane affacciate sulla riva e il percorso che lo costeggia, è un posto quieto, perfetto per una passeggiata.
Baia: terme, castello e città sommersa
Più avanti, nel comune di Bacoli, si arriva a Baia, che in età romana era uno dei luoghi di villeggiatura preferiti dall'aristocrazia, famoso per le acque termali. Nel Parco Archeologico delle Terme di Baia si visitano i resti di grandi complessi termali e ambienti a cupola. Il bradisismo ha fatto sprofondare in mare una parte della città antica, oggi tutelata come area archeologica sommersa. Sul promontorio domina il Castello aragonese di Baia, costruito alla fine del Quattrocento, che ospita il Museo Archeologico dei Campi Flegrei con i reperti romani del territorio.
Come arrivare e dove tornare la sera
Da questo punto di vista la posizione della casa è un vantaggio concreto. A Montesanto, a circa 350 metri da Via Pignasecca, c'è il capolinea della Cumana, una delle linee flegree dell'EAV, che serve Pozzuoli e prosegue lungo la costa verso Baia; dalla stessa zona passa anche la Linea 2 della metropolitana, che arriva fino a Pozzuoli. Alcune tratte possono essere sospese o servite da bus sostitutivi a causa del bradisismo: controllate gli avvisi dei gestori il giorno stesso.
A fine giornata, rientrare in un appartamento tutto vostro, con cucina attrezzata e un bagno nuovo con ampia doccia, è il modo più comodo di chiudere una gita così ricca. La Casa di Paco ospita fino a quattro persone, con il letto matrimoniale sul soppalco e il divano letto in soggiorno: comoda per una coppia come per una piccola famiglia o un gruppo di amici.
Napoli e il golfo dalla porta di casa
Un appartamento fino a 4 ospiti alla Pignasecca, vicino a Montesanto: da qui partono la Cumana e la Linea 2, e il Molo Beverello è a circa 15-20 minuti a piedi.